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1900 km in sella ad una Vespa – di Pier Fabrizio Donadonibus

Ho scelto di partecipare perché era da molti anni che volevo provare l’esperienza anche se sono quasi 10 anni che faccio gare di regolarità. La bellezza della Milano – Taranto è che tu vivi un film degli anni ’50: vedevo per strada i ricordi di mio padre e mio nonno, come se riuscissi ad osservare l’Italia di 40 anni fa. Conosci persone che ti raccontano la loro vita in moto e nonostante sia una competizione dura e sfiancante, dal punto di vista umano ed emozionale è un’esperienza unica.

Sono stati diversi i mezzi che si sono guastati durante la gara, tanto che si è dovuto noleggiare un secondo carroscopa per trasportarli.  Anche la mia Vespa, purtroppo, ha avuto dei problemi: si è rotta la vite di supporto motore. Durante la notte ho lavorato insieme al meccanico di gara Mario Terzigni, che con un abile lavoro di saldatura è riuscito a ripristinare il mio mezzo. Grazie a lui sono riuscito a fare gli ultimi chilometri rimanenti. Bisogna sempre utilizzare l’attrezzatura giusta e corretta – spiega – è importante essere preparati fisicamente ma anche mentalmente e usare la testa.

È un’esperienza eccezionale, in futuro ne farò altre. In questa settimana mi sono sentito un altro: non esiste coppa o premio che possa pagare le emozioni che ho provato stando insieme a queste persone. Lì ho vissuto quello che, secondo me, dovrebbe essere il rapporto vero fra esseri umani, la vita dovrebbe essere sempre una Milano – Taranto. Oggi non si comunica più gli uni con gli altri, si scrive e basta: la vita, invece, è lo spirito che accompagna questa gara e se si vivesse così ogni giorno tutto sarebbe sicuramente più bello e colorito!

fonte: La Voce delle Valli

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