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Il percorso della quinta tappa 2017

I chilometri percorsi hanno ampiamente passato quota mille. La quinta frazione ne propone “solo” 276 ma per le moto, provate dalle salite e dal caldo, sono sempre tanti.
Lasciato S. Giovanni Rotondo ecco stagliarsi CERIGNOLA, città che sfiora i 60.000 abitanti, situata nella valle dell’Ofanto. È il terzo comune d’Italia per estensione dopo Roma e Ravenna, e il primo in Italia non capoluogo di provincia. Curioso lo stemma comunale: riproduce una cicogna che spezza un serpente, in ricordo della leggenda che narra la salvezza della città ad opera delle cicogne durante un’invasione di serpenti. I due terzi superiori dello sfondo sono celesti, ad indicare il cielo limpido, mentre il terzo inferiore è giallo, ad indicare il frumento, il principale prodotto dell’agricoltura cerignolana. A Cerignola Pietro Mascagni compose l’opera Cavalleria Rusticana. Originario di Cerignola il nonno del pilota di Formula Uno Felipe Massa.

CANOSA è considerata uno dei principali centri archeologici della Puglia e rappresenta uno dei casi più significativi di città a lunghissima continuità di insediamento. Reperti e vasi canosini sono in tutti i principali musei (come i vasi antropomorfi permanentemente esposti al British Museum) e collezioni private del mondo ma, naturalmente, testimonianze del suo passato sono disseminate nella città attuale e nel territorio circostante.
A MINERVINO MURGE il primo controllo orario della tappa, nei pressi del Faro votivo della villa comunale. Costruito in epoca fascista e inaugurato nel 1932, era stato ideato per commemorare i caduti fascisti. Dopo la seconda guerra mondiale e la capitolazione del regime, eliminati scritte e simboli fascisti, divenne il monumento dei “martiri di Puglia”. La struttura è alta 32 metri, misura alla base 14 metri ed inizialmente era presente una lanterna sulla sommità dell’edificio che aveva una potenza tale da rendere visibile il fascio luminoso nel raggio di circa 80 km.
SPINAZZOLA confina a ovest con la Basilicata, regione cui è appartenuta fino al 4 giugno 1811, quando Gioacchino Murat, ridisegnando le provincie del Regno, decretò il passaggio di Spinazzola in Terra di Bari, sottraendola al distretto di Matera. A Spinazzola si conservano alcuni resti d’una cinta muraria medioevale, una commanderia dell’ordine Gerosolimitano e la cinquecentesca chiesa madre (San Pietro apostolo) e il primo ospedale Templare in Puglia. In contrada Grottelline, (zona 21 ponti) vi sono resti di abitazioni preistoriche probabilmente neolitiche, scavate nella roccia sulla superficie affiorano cocci di ceramiche nere e con figure geometriche, di epoca più recente.

OPPIDO LUCANO (Potenza), la cui origine del nome di Oppido risale al tempo della conquista Normanna tra il 1041 e il 1085 dell’Era volgare quando, i condottieri della famosa spedizione dovendo difendere il suolo conquistato, ebbero bisogno di costruire prima una quantità di castelli ben fortificati. Nel territorio di Oppido Lucano sono situate la ville romane di S. Gilio e di Masseria Ciccotti. Il primo edificio, riconosciuto nel 2009 quale sito di interesse internazionale dal “World Monument Fund” di New York, ed inserito nella “Watch List 2010”, sorge in posizione panoramica su una collina rivolta verso l’alta valle del Bradano, lungo un tratturo che metteva in comunicazione la Lucania interna con l’Apulia.
Oppido Lucano ospiterà la prova speciale in piazza Marconi a partire dalle 12.30.
GRAVINA DI PUGLIA. Controllo orario alle 14.11 in corso Vittorio Emanuele. Il toponimo “Gravina” proviene dalle gravine: spaccature della crosta terrestre simili a canyon. Sul motto riportato sul gonfalone cittadino vi è scritto “Grana dat et vina” (trad. “offre grano e vino”), attribuito alla città da Federico II di Svevia, il quale amava questa città tanto da definirla “giardino di delizie”. Egli, infatti, fece realizzare in loco un castello, del quale restano delle rovine visitabili, che aveva la funzione di ospitare lui ed i suoi uomini, prima e dopo le battute di caccia svolte nel territorio murgiano. L’edificio a forma rettangolare, in origine era a due piani, circondato da un piccolo cortile, i lati lunghi comprendevano quattro torri quadrate, di cui restano solo le basi, ed era anche presente una cisterna, posta nei sotterranei, che garantiva sufficiente rifornimento di acqua. Il pianterreno era provvisto di vari depositi, forni, cucine e stalle, mentre l’ultimo piano conteneva una sala che ospitava il sovrano e gli uomini durante le battute di caccia o le riunioni generali della Curia.
ALTAMURA. Qui vi è prodotto il pane dop, tipico nella sua forma (in gergo sckuanéte, trad. alto). Il monumento principale è la cattedrale di Santa Maria Assunta, esempio di Romanico pugliese, stile gotico (secolo XIII); da aggiungersi l’Uomo di Altamura, scheletro integro di Homo neanderthalensis, e cava dei dinosauri, giacimento risalente al Cretacico con impronte di dinosauri. Il fondatore dellla cattedrale di Altamura, nel 1232, fu Federico II di Svevia imperatore del Sacro Romano Impero che fece realizzare la chiesa dedicandola alla Maria Assunta di Gravina.
BITONTO. Ultimo controllo orario, a partire dalle 16, in piazza Cavour.
Bitonto è conosciuta come città degli ulivi per gli estesi oliveti che la circondano e la produzione olearia. Il 26 maggio 1734 la città fu teatro della storica battaglia, combattuta tra gli austriaci e i Borbone, che portò alla nascita del regno di Napoli come Stato indipendente. Il centro storico presenta numerose chiese, tra le quali la concattedrale in stile romanico pugliese, e pregevoli esempi di architettura rinascimentale, come i palazzi Sylos-Vulpano e Sylos-Calò. Sede della  prima galleria nazionale di Puglia e del museo diocesano più grande del Mezzogiorno d’Italia, nel 2004 è stato riconosciuto città d’arte. Tre personaggi di Bitonto sono stati più volte presenti sul “grande schermo”: Michele Mirabella, Bianca Guaccero e Pippo Mezzapesa.
BARI. È il nono comune italiano per popolazione, terzo del Mezzogiorno dopo Napoli e Palermo. La sua area metropolitana è la sesta d’Italia con circa 1 300 000 abitanti.
È nota anche per essere la città nella quale riposano le reliquie di San Nicola. La Basilica di S. Nicola è uno dei simboli della città di Bari, sorge nel cuore della città vecchia, in una larga piazza, dove, prima della sua costruzione, vi era il palazzo del catapano bizantino (distrutto durante una ribellione popolare). L’edificio fu eretto tra il 1087 ed il 1197, allo scopo di custodire le reliquie di san Nicola, trafugato da Myra da alcuni marinai nel 1087. La sua struttura è uno dei migliori esempi di architettura romanica pugliese. Bari ha una solida tradizione mercantile – imprenditoriale e da sempre è punto nevralgico nell’ambito del commercio e dei contatti politico-culturali con l’Est europa e il Medio Oriente. Il suo porto è il maggiore scalo passeggeri del mare Adriatico.

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