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La seconda tappa della Milano-Taranto 2017

Seconda tappa. Breve ma non per questa meno ricca. Le scoperte sono continue.
Dopo appena 32 chilometri dalla partenza ecco PONTEDERA.
E’ la cittadina della Piaggio e ospita un bellissimo museo dedicato a Giovanni Alberto Agnelli, ricavato da una parte delle vecchie officine Piaggio. I modelli di Vespa ci sono tutti, dai primi esemplari col “faro basso” sino ai più recenti. E c’è pure una sezione dedicata alla Gilera. Irrinunciabile una visita.
Di fronte al museo è stata allestita recentemente una “GALLERIA TECNOLOGICA”, principalmente dedicata all’auto. Artefice è il “tarantino” Ferdinando Cassese (in gruppo anche quest’anno), già ingegnere della Ferrari e stretto collaboratore di Mauro Forghieri. La Galleria, una autentica chicca, parla della storia delle macchine sportive e da corsa (non solo Ferrari) e del loro sviluppo tecnico dalla metà del secolo scorso fino ai nostri giorni.
Lasciata Pontedera ecco PONSACCO, sorto in una posizione strategica in quanto si trovava al confine delle repubbliche di Pisa e di Firenze. Gli abitanti sono chiamati scherzosamente “ruba orsi”.

Si narra che una banda di briganti ponsacchini guidati da un tale Cecco volesse andare a rubare un maiale, in una stalla. A loro insaputa, però, il padrone del suino aveva dato ospitalità ad un saltimbanco di passaggio, facendo dormire l’orso che questi aveva portato con sé nella stalla, al posto del maiale. I ponsacchini entrarono, quindi, nella stalla buia e cercando a tentoni, si ritrovarono di fronte la belva feroce. Per deridere i ladri mancati furono definiti ruba orsi. Originaeri di Ponsacco sono gli ex calciatori Emiliano Macchi e Luciano Chiarugi.
S. GIMIGNANO. Per la sua caratteristica architettura medievale è stato dichiarato patrimonio dell’umanità da parte dell’Unesco. E’ uno dei migliori esempi in Europa di organizzazione urbana dell’età medievale.

San Gimignano è soprattutto famosa per le torri medievali che ancora svettano sul suo panorama, che le hanno valso il soprannome di Manhattan del medioevo. Delle 72 tra torri e case-torri, esistenti nel periodo d’oro del Comune, ne restavano venticinque nel 1580 ed oggi ne restano sedici, con altre scapitozzate intravedibili nel tessuto urbano. La più antica è la torre Rognosa, che è alta 51 metri, mentre la più alta è la Torre del Podestà, detta anche Torre Grossa, di 54 metri. Un regolamento del 1255 vietò ai privati di erigere torri più alte della torre Rognosa (che all’epoca era la più alta), anche se le due famiglie più importanti, Ardinghelli e Salvucci, fecero costruire due torri poco più basse di quasi eguale grandezza, per dimostrare la propria potenza.

POGGIBONSI.  E’ in provincia di Siena. Sorge nel territorio dell’Alta Val d’Elsa alle propaggini occidentali delle Colline del Chianti, dove sono molto diffuse la coltivazione della vite e dell’olivo. Importante anche il polo industriale che è sorto alla periferia della città in modo massiccio e dove si producono componenti per camper, mobili, vasi, vetri.
MASSA MARITTIMA è in provincia di Grosseto. Centro principale dell’area delle Colline Metallifere grossetane, è membro dell’Unione di comuni montana Colline Metallifere.

È stato insignito del riconoscimento Bandiera Arancione del Touring Club Italiano.
Il Castello di Monteregio, costruito dagli Aldobrandeschi nel IX secolo, fu il primo edificio del centro storico di Massa Marittima. Divenne nel corso dei secoli prima residenza del vescovo, poi dei funzionari del Comune, e infine andò incontro ad anni di declino ed abbandono, finché solo nel 1744 i Lorena vi trasferirono l’ospedale. 
E se ad accogliere la carovana della Mi Ta a FOLLONICA, ormai prossima al traguardo, ci fosse Vanessa Incontrada? Nessuna meraviglia. L’attrice nata a Barcellona in Spagna vive nella cittadina toscana che lascia solo per girare film o registrare programmi televisivi.

Il traguardo della seconda tappa sarà posto a PRINCIPINA TERRA. L’abitato si è sviluppato durante il secolo scorso nell’area in cui già sorgevano la fattoria di Principina e la relativa cappella gentilizia, la chiesa dell’Annunciazione, che ha svolto le funzioni di chiesa parrocchiale tra il 1960 e il 2009. L’area in cui sorge l’abitato era lambita dalle sponde dell’antico Lago Prile, quasi totalmente scomparso con le opere di bonifica settecentesche dei Lorena: le acque dell’antico bacino lacustre sono state canalizzate nei vari scolmatori che costeggiano l’abitato intersecandosi tra loro in più punti nella pianura circostante. Ottimi i vini di questa terra. Ampia selezione nell’albergo che ospiterà la manifestazione, Hotel Fattoria La Principina, dotato anche di una grande piscina. E poichè l’arrivo è previsto nel primo pomeriggio, un lungo bagno potrebbe aiutare a recuperare le forze.

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