Home » Notizie » Milano-Taranto 2016 – il reportage della terza tappa

Milano-Taranto 2016 – il reportage della terza tappa

Terza tappa: Perugia-Tivoli

Divertimento, spensieratezza e gioco si sono intrecciati con il dolore, la serietà e il rispetto. Tappa dai due volti, quella andata in scena tra Perugia e Tivoli, terzo appuntamento della Milano-Taranto che viaggia spedita verso il Sud.

Pronti, via. Neanche il tempo di scaldare i motori e già la carovana è nel tempio della velocità umbra. A una quindicina di chilometri da Perugia sorge l’autodromo di Magione intitolato a Mario Umberto Baconin Borzacchini, campione del volante fra le due guerre, fraterno amico di Tazio Nuvolari, perito tragicamente nel corso delle qualificazioni del G.P. di Monza del 1933 assieme a Giuseppe Campari, complice una vistosa macchia d’olio. Era nato a Terni; la sua regione gli ha reso omaggio dedicandogli il circuito tracciato a due passi dal lago Trasimeno.

Per festeggiare il trentennale della rievocazione storica, Franco Sabatini spalleggiato dalle tre figlie Lina, Natalina e Claudia ha pensato bene di portare i tarantini in pista e di lasciarli liberi di sfogarsi con la manetta dell’acceleratore. A scanso di guai, non c’erano i cronometri a incoronare il più veloce ma i centauri ci hanno dato dentro ugualmente con passione e coraggio, animando le batterie in cui sono state suddivise le varie classi con duelli spettacolari.

Le “nonnine”, come se avessero ricevuto una iniezione energetica, hanno sfoderato tutta la cavalleria, sorprendendo per prestazioni e punte velocistiche. Mai avremmo immaginato di vederle così vispe e pimpanti, dopo aver assistito al loro passaggio sulle tortuose strade che uniscono il Nord al Meridione.

Come per incanto “acciacchi”, brontolii e fumate sono spariti e le compagne di viaggio sono apparse straordinariamente ringiovanite durante la decina di giri cui è stato tirato loro il collo.

Una volta rientrate ai box, però, la solfa è ritornata all’antico…  E così i meccanici al seguito, Marco Panfili in prima linea, hanno dovuto sobbarcarsi lavoro extra per ridare voce stentorea ai motori…

Spettacolare la parata con tutte le moto in pista. Davanti, a tirare il gruppo, il direttore di gara Marcello Tortoioli con la sua auto ha dato il ritmo. Primi giri sostenuti, poi quando ha preso la coda, è stato costretto a rallentare per evitare di innescare pericolosi e inopportuni sorpassi.

“Mai visti tanti mezzi così sul circuito nello stesso momento” ha commentato sorpreso il responsabile dell’autodromo.

I tarantini non si sono tirati indietro e se i “piloti” delle piccoline cercavano la posizione più aerodinamica per permettere alle loro compagne di guadagnare qualche spunto in più, i conduttori delle “grosse” cilindrate hanno marciato a pieni giri. Il concerto degli scarichi è stato da brividi.

In mezzo a tanti debuttanti, Gianfranco Bonera, vicecampione del mondo nella 350 ai tempi di Giacomo Agostini, s’è divertito a mettere alla frusta la sua Guzzi Falcone Sport 500cc del 1954, inanellando una tornata più precisa dell’altra, quasi avesse fra le mani un compasso anzichè un manubrio ballerino. Preciso, sicuro, determinato. E quando il suo turno è finito era pure fresco e riposato.

“Con queste gomme – ha chiosato – non ho voluto rischiare…” Chapeaux!

A rimettere in riga i 215 “monelli” ci hanno pensato Natalina e Stefano, con la prova di abilità. Sempre cinque metri da percorrere al centesimo di secondo. A dirla sembra facile, metterla in pratica, però, è impresa da Guinness. Ci vuole una forte botta di fortuna per spaccare il secondo!

Lasciato il circuito di Magione, passando per Spina e Marsciano, s’è raggiunta l’incantevole Todi. Controllo orario in viale Abdon Menecali con il termometro oltre la lineetta dei trenta gradi.

Una fetta d’anguria accompagnata da melone e ananas per lenire calura e sete e la danza è proseguita tra le mille curve che legano Montenero a Dunarobba e Otricoli.

Il programma ufficiale prevedeva un altro Co in piazza  Garibaldi a Magliano Sabina ma il sindaco del paese ha decretato il lutto cittadino per la scomparsa di Simona Monti, la trentatreenne barbaramente assassinata all’Holey Artisan Bakery di Dacca assieme ad altri otto connazionali. Così è stato allestito solo un punto di controllo a timbro alle porte del paese, giusto per confermare il passaggio dei concorrenti e il rispetto della tabella di marcia.

Nessun festeggiamento, allora, ma compostezza, raccoglimento e, per quanto possibile, un pensiero alla sfortunata giovane, uccisa mentre era in procinto di diventare madre.

Gli ultimi chilometri che hanno portato a Tivoli sono stati superati con un peso nel cuore, reso più gravoso da un improvviso temporale, con tanto di grandinata, che ha sorpreso gli ultimi della fila.

Domani la quarta frazione, da Tivoli a Caserta, con soste a Ferentino dove ci attende l’amico Massimo Datti del locale Moto club, a Sant’Elia Fiumerapido e nel pomeriggio a Gallo Matese, il piccolo paesino abbarbicato a quasi 900 metri diventato punto fisso della Milano-Taranto.

Consegna delle tabelle di marcia a Maddaloni e arrivò nel capoluogo campano con passaggio davanti alla celeberrima reggia progettata nel Settecento dal geniale Vanvitelli.

Omaggio regale alle preziose amiche di viaggio e di avventura.

IMG_8652

 

IMG_8655

IMG_8660

IMG_8661

IMG_8671

IMG_8675

IMG_8687

 

Check Also

13 luglio, la sesta e ultima tappa da Bari a Taranto

Tante emozioni e l’arrivederci al 2020: l’edizione numero 34 sarà dal 5 al 12 luglio …