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Milano-Taranto 2016 – il reportage della quarta tappa

Tivoli-Caserta 334 Km.

L’incontro con gli amici del Moto Club Ferentino, il sole a martello durante la prova di abilità a Sant’Elia Fiumerapido, la squisita accoglienza, con il sindaco in prima fila, a Gallo Matese e infine l’ospitalità del Vespa Club Maddaloni e l’arrivo a Caserta, sfiorando la celeberrima Reggia progettata dal Vanvitelli su ordine di Carlo di Borbone, re di Napoli.
Può essere riassunta così la quarta tappa di questa trentesima Milano-Taranto, ma sarebbe troppo semplicistico per le emozioni vissute nel corso della giornata.
Tappa lunga e tosta, anzitutto, caratterizzata da continui saliscendi, l’ascesa a Acquafondata, paesino che ricorda il manifesto della Mi-Ta, con il campanile che svetta alto fra i tetti aguzzi delle case che lo cingono d’assedio E la “scalata” ai quasi 900 metri di Gallo Matese, 700 anime appena ma accogliente e alla mano.
Pronti via e la colonnina del mercurio è già sopra i 30 gradi. Sono appena le otto ma le premesse per una giornata “infiammata” ci sono tutte.
Lasciata Tivoli alle spalle, ecco subito Palestrina, immortalata da celebri fiction televisive tra le quali “Provaci ancora prof” con Veronica Pivetti ed Enzo Decaro e “L’onore e il rispetto” con Gabriel Garko.
Poi tocca a Valmontone, annunciato dal mega outlet ultra pubblicizzato, e quindi Anagni, la città dei Papi, così chiamata per avere dato i natali a quattro pontefici, il più celebre dei quali è stato Bonifacio VIII. Neanche il tempo di voltare lo sguardo ed ecco, davanti, l’inconfondibile sagoma di Ferentino. Gli amici del Moto Club, guidati da Massimo Datti, sono all’opera già da alcune ore e l’arrivo delle prime moto, la Laverda 75 di Fabrizio Zorzo e il Guzzino di Massimo Nocent, scatena l’entusiasmo della gente. Il “comitato d’onore” è guidato nientemeno che dal sindaco Antonio Pompeo. Stringe le mani a tutti, sorride contagiato dall’allegria generale, si congratula con i centauri.
Sotto i portici va in scena un buffet al quale è impossibile resistere. Sono solo le 9.30 ma pizzette, bruschette, dolci e schiacciate vanno a ruba. Impossibile resistere a tentazioni così buone e stuzzicanti.
Purtroppo il cronometro è implacabile e bisogna salutare i ferentinesi. Rapida discesa per riconquistare la pianura e via, accarezzati dal sole, verso il c.o. di Sant’Elia Fiumerapido. Prima di raggiungere il centro, però, si sale a Veroli e quindi si attraversa Isola del Liri, caratterizzata dall’inconfondibile cascata che la rende unica. La strada è un “mangia e bevi” che non concede un attimo di respiro alle moto. Qualcuna cede e lascia il pilota a terra. La prova di abilità è in programma in piazza Enrico Risi. Primo rilevamento alle 11.15. Natalina e Stefano prendono i tempi al centesimo di secondo mentre il caldo diventa sempre più fastidioso. Davanti al municipio si svolge una breve cerimonia. L’Amministrazione comunale, tramite l’assessore allo sport, consegna a Lina Sabatini una targa a ricordo del passaggio della rievocazione storica. Identico omaggio viene attribuito agli eredi del pilota Luigi Cerroni, cittadino santeliano, scomparso durante la Milano-Taranto del 1938. In sella ad una Frera 250 cc, nell’affrontare una curva perse il controllo del mezzo.
Finita la prova si riparte alla volta di Acquafondata e quando, improvviso, sullo sfondo si staglia il paese, non si può non notare la somiglianza con l’opera di Giorgio Serra Matitaccia riportata su tutte le pubblicazioni relative alla Mi Ta. Il campanile aguzzo svetta all’apice del colle. Attorno le casette. Il rombo dei motori sotto sforzo per la rapida salita fa il resto.
La marcia prosegue. Il contachilometri segna 200 chilometri e davanti c’è ne sono altri 150 o giù di lì. Le frecce rosse indicano la via da seguire per raggiungere Gallo Matese. Incontro obbligatorio con la gente di questo paesino, quattro case, la chiesa e una fonte d’acqua purissima e gelida.
L’accoglienza è calorosa. Seduti sull’ampia gradinata del tempio sacro bambini, giovani e anziani si gustano lo spettacolo. Il sindaco Giovanni Palumbo non finisce più di stringere mani e salutare i centauri conosciuti lo scorso anno. Simpatia e calore a dosi massicce. Speciali i dolci preparati dalle donne in uno slancio di generosità che ha il sapore d’altri tempi. È questa l’Italia che ci piace di più e che la Milano-Taranto ci fa scoprire.
Da Gallo Matese a Caserta altri 80 chilometri. Gli ultimi, i più duri. La stanchezza si fa sentire; mano a mano che ci si avvicina al capoluogo il traffico diventa sempre più caotico. È’ un’impresa arrivare in piazza Matteotti a Maddaloni, imbottigliati tra due file di auto. La fatica però è ripagata dagli amici del Vespa Club, guidato da Vincenzo D’Angelo che hanno imbandito i tavoli con i prodotti tipici della loro terra.
L’ultimo sforzo è per raggiungere Caserta. Le moto sono sempre più in affanno. I motori ormai bolsi. Grande lavoro per i meccanici. Il piazzale del Grand Hotel Vanvitelli si trasforma in una enorme officina all’aperto. È’ tutto un passare da una mano all’altra di chiavi inglesi, cacciaviti, martelli, pinze, lattine d’olio. I rabbocchi sono sempre più generosi.
Chi può ne approfitta per fare un salto sino alla celebre Reggia, sfidando una marea di auto e scooter.
Domani quinta tappa, da Caserta a Bari: 340 chilometri, almeno sulla carta, ancora più tosti.
Taranto sempre più vicina.

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