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Milano-Taranto 2016 – il reportage della prima tappa

Milano-Villanova di Castenaso

Partita un minuto dopo la mezzanotte, la prima tappa della Milano-Taranto s’è conclusa attorno a mezzogiorno a Villanova di Castenaso, alle porte di Bologna. Una lunga cavalcata lungo la pianura padana, attraversando paesi diventati ormai familiari agli amici della Mi-Ta.

Frazione piatta come una tavola ma non per questo meno impegnativa di quelle che ci attenderanno nei prossimi giorni. Viaggiare di notte, in sella a moto spesso recalcitranti per via dell’età, non è sempre piacevole. Se poi ci si mettono i fari – niente a che vedere con le modernissime lampade a led – in grado di proiettare un flebile raggio di luce appena due metri più in là della ruota anteriore, allora si intuisce subito che le sorprese saranno tante.

E non sono mancate, infatti, sapide e gustose come un generoso pizzico di sale sull’insalata.

Come sempre il direttore di corsa, Marcello Tortoioli, ha tenuto il rituale sermoncino ai centauri una manciata di minuti prima del via. Solite raccomandazioni di rito, mai abbastanza ripetute, però, ai discoli bramosi di mettersi in sella e dare gas.

Sono proprio dei simpatici discoli, i piloti della Mi-Ta. Personaggi che sembrano usciti da un libro dei fratelli Grimm, abbigliati di tutto punto, con certe tute nere di pelle spesse così da mettere caldo solo a guardarle.

I primi a partire, agli ordini del sindaco di Segrate Paolo Micheli, accompagnato dal direttore di Eicma Giacomo Casartelli, sono stati Fabrizio Zorzo (Laverda75 cc del 1952) e Giacomo Nocent (Guzzino 65cc del 1954). Partenza a spinta, come i piloti della vera Milano-Taranto. Se per Giacomo è stato tutto facile, forte di una esperienza lunga ormai nove anni e costellata di numerosi successi, per Fabrizio, esordiente nella rievocazione storica, è stata un po’ più dura perchè la Laverdina, incaponitasi,  non ha voluto saperne di mettersi a cantare. Solo alla terza, vigorosa, spinta, il motore ha preso a girare.

Via via tutti i 215 motociclisti, tra i quali una ventina in sella a moto moderne e inseriti nella categoria “assaggiatori”, hanno lasciato l’Idroscalo per immergersi nel buio della notte.

Prima sosta a Crema, stavolta in piazza Garibaldi, accolti da un pubblico che non si aspettavano e che per due ore, paziente, ha sottolineato il passaggio degli intrepidi cavalieri con calorosi applausi.

Al controllo orario, Gino e Maria Teresa hanno scandito i minuti, annotando sulla scheda i passaggi.

Tra lampadine fulminate, candele sporche e l’inopportuna scivolata di uno svizzero, quasi tutti hanno avuto qualche grattacapo da risolvere.

Buona parte della frazione l’ha percorsa in moto anche Franco Sabatini, che non ha saputo resistere al fascino della guida notturna. Il patron della Milano-Taranto ha provato un brivido di commozione nell’attraversare strade ormai amiche.

E tanti amici hanno fatto ala al passaggio della variopinta carovana, accogliendo i tarantini con calore, simpatia e punti di ristoro ricchi di tutto.

Dopo Crema e Fiorenzuola d’Arda, anche nell’area del distributore Scat di Reggio Emilia, il responsabile Filippo Ferrari e il barista si sono fatti in quattro per rifocillare la compagnia. Così come il prof. Giancarlo Braglia del Camer e agli addetti al Caterina del Risto Bar Rosy di Villa Cella si sono adoperati per lenire fatica, fame e sete.

Ottima, come sempre, l’accoglienza ad Argenta a mattino ormai avanzato, con colazione tipicamente emiliana per tutti, e suggestiva la visita, a due passi dal traguardo, al museo Poggi dedicato alla Yamaha.

Dopo la bandierina a scacchi, i primi commenti e le prime avventure da raccontare e anche i primi brindisi con un calice di prosecco o un dissetante aperitivo a base di succhi di frutta.

Per tutti occhi arrossati, mani e gambe indolenzite da dodici ore di sella, schiene piegate: ma anche sorrisi larghi così e dentro il cuore tanta gioia. La Mi Ta è appena cominciata ma il libro dei ricordi s’è già arricchito di pagine importanti di microstorie che una volta a casa diventeranno … romanzi.  Dopo il pranzo e prima del meritato riposo una controllatina alle compagne di viaggio è stata obbligatoria. Tra rabbocchi d’olio, pieni di benzina, cambi di candele e raggi da tirare se ne sono andate almeno un paio d’ore.

Ma quanto è bello faticare per il giocattolo preferito!

Domani seconda tappa, da Villanova di Castenaso a Perugia: oltre 300 chilometri tra Romagna, Marche e Umbria. L’arrivo nella città del Perugino è particolarmente atteso: è la prima volta che la Mi Ta fa tappa nel capoluogo umbro in trent’anni. Un doveroso omaggio a Franco Sabatini e alle sue straordinarie figlie, Lina, Natalina e Claudia, autori di una rievocazione storica che non ha eguali!

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il concorrente più giovane alla #mita16, Alberto Conte classe 1996
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prima MiTa nel 1987.... 30 anni dopo ancora con noi.... Renzo Brioschi alla #mita16
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Felici come bambini davanti al giocattolo preferito Da sinistra: Cornale, Albano, Nocent e il tedesco Axel
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Nell'assolata campagna bolognese si susseguono gli arrivi della ‪#‎mita16‬. Ma un fresco venticello mitiga la calura
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