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10 LUGLIO 2014: ISERNIA-POTENZA

Sulla carta era la frazione più corta. In realtà s’è rivelata dura e difficile a causa delle avverse condizioni meteo che hanno accompagnato la carovana dall’inizio alla fine.
Sole alla partenza a Isernia. Ma è durato lo spazio di un’ora. A Casalduni, primo controllo orario di giornata, la pioggia s’è fatta vedere, sia pur a intermittenza, causando non pochi problemi ai centauri.
Le strade di Abruzzo, Campania e Basilicata, già martoriate di loro, con l’acqua diventano scivolose come piste da sci. A farne le spese sono stati moltissimi concorrenti, finiti ruote all’aria pur viaggiando a velocità ridotta. Quando la ruota anteriore parte, non c’è verso di fermarla. Così è andato il scena il valzer della caduta. Fortunatamente le conseguenze non sono state gravi, ma un paio di motociclisti sono finiti al pronto soccorso per ulteriori accertamenti diagnostici mente altri, in serata, si son dovuti sottoporre a medicazioni non sempre indolori.
Il contatto con l’asfalto e’ sempre poco piacevole e sulla pelle rimangono segni bluastri.
E dire che la sera precedente il direttore di gara, Marcello Tortoioli, aveva raccomandato la massima attenzione!
Cadute e scivolate a parte, tuttavia, il paesaggio ha offerto scorci di rara bellezza. Le montagne meridionali sono aspre e selvagge e i paesini abbarbicati sui versanti isolati sembrano tanti presepi.

Casalduni e’ un piccolo comune diventato famoso nell’Ottocento a causa di un massacro dell’esercito piemontese contro la popolazione locale che non voleva lasciare i Borboni per casa Savoia. Non mancano testimonianze e lapidi a ricordo dell’eccidio.
Il secondo CO di giornata e’ stato ad Ariano Irpino, subito dopo il controllo a timbro di Montecalvo Irpino. Molti i centauri giunti in ritardo e costretti a pagare penalità a causa delle pessime condizioni delle strade che non permettevano di recuperare il tempo speso nel superamento di camion e mezzi agricoli.
Con la pioggia a intermittenza, la tappa ha subito numerosi rallentamenti e anche al controllo di Aquilonia, peraltro molto apprezzato per via del ristoro, ci sono stati ritardatari.
Superati i Laghi di Monticchio, l’ultimo CO di giornata e’ stato posto a Castel Lagopesole, dominato dalla severa fortezza di Federico II e di suo figlio Manfredi che lo utilizzavano per la caccia.
Ancora una spruzzata d’acqua – ma ormai tutti ci hanno fatto il callo – prima del traguardo finale di Potenza.
Ancora due tappe da affrontare. Le prime quattro se ne sono andate con la velocità di un amen. Ma c’è ancora tanta Italia da scoprire.

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