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Vittore Cossalter

Correndo con il mio Falcone (212), che mi ha portato mio malgrado alla vittoria della sua classe, spesso mi sovveniva quanto descritto da Luigi Meneghello nello splendido libro ”Libera nos a Malo”, forse perché lungo la strada spesso superavo gli amici di Malo (203-205-206-207).

l’Alce di Ruaro cantava all’estroversa-via, tutta contenta, sana, stupita; il Quattro Bulloni provava una nota vigorosa, piena di vibrazioni truculente; la mia Bicilindrica fischiava con quella sua grazia inimitabile.

 Sul rettilineo della Motta l’Alce ingrossò la voce, il Quattro Bulloni si mise a sferrare mazzate, con un tintinnio puro di acciaio sull’acciaio: a questo punto la Bicilindrica accelerò, passò con un’impennata la zona isterica degli urli, salì a picco nelle sfere che sole erano sue, dove brillano i modelli alti e nudi del moto e del suono…

Questi versi descrivono compiutamente le emozioni vissute in questa meravigliosa corsa d’altri tempi, è stata una corsa nel passato, una corsa verso la giovinezza.

Saluti alla prossima

Vittore Cossalter

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