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Vito Ciracì

Ricordi di un vecchio centauro.
Correva l’anno 1953, compivo 18 anni e mi affacciavo appena nel mondo degli adulti, lavoravo in officina meccanica e il fascino di una competizione motociclistica era il mio sogno.
La dea fortuna mi venne in aiuto: mio cugino Ciracì Giuseppe, allora, concessionario Parilla già concorrente pilota della Milano-Taranto dell’anno 1952, mi prestò la sua Parilla 125 e potei quindi iscrivermi alla Milano-Taranto.
Arrivato a Milano portai al controllo la mia moto per la punzonatura e per le formalità di rito per l’ok alla partenza. Dando una occhiata in giro rimasi esterrefatto vedendo centinaia di moto, “gioielli”, come MV Augusta, Gilera, Guzzi, Laverda, Mondial ecc. quindi al loro confronto la mia Parilla era una poverina insignificante.
Finalmente arriva la mezzanotte e quindi partenza della più importante competizione motociclistica del tempo. A marce ingranate, fuori dall’idroscalo di Milano ero pronto a percorrere l’Italia per tutta la sua lunghezza tra gli applausi di centinaia di persone amanti e contagiati dalla stessa passione per le moto, emozioni indescrivibili e difficili da dimenticare.
Il percorso era molto impegnativo, Km 1400 circa da percorrere con una moto come la mia Parilla non era uno scherzo con i tanti problemi che sorgevano alla stessa e quindi porre riparo da solo, caricarmi di coraggio e ripartire. Salite, discese, curve impervie e rigide, pioggia, vento quant’altro caratterizzavano gli spostamenti di ogni ora…. Taranto sembrava sempre più lontana, mi facevano andare avanti la forza di volontà, la passione e la voglia di abbracciare i miei familiari e gli amici. Ricordo come fosse ieri, l’ultimo tratto di Fasano (Br) tutta in salita, tratto molto impegnativo, la mia motoretta rimase senza carburante, dovetti ritornare indietro, spingendo la mia motoretta spenta, con la speranza di trovare un distributore e fortunatamente amici del luogo si impegnarono a procurarmi la benzina ripartendo subito dopo rendendomi conto che la
Milano-Taranto era fatta anche di amicizia e solidarietà della gente di tutta Italia.
Dalla selva di Fasano al lungomare di Taranto, mi separavano soltanto 60 chilometri ancora, e poi finalmente l’arrivo. Ad aspettarci c’era una miriade di persone curiose e vogliose di ammirare i tanti bei bolidi del tempo. Per me personalmente, invece, c’erano tutti i miei familiari e i tantissimi amici ad aspettarmi a braccia aperte, emozioni da ambo le parti, ero solo un ragazzino che aveva portato a termine un’opera da grandi, impossibile dimenticare!
Remore di queste soddisfazioni, ripartecipai nel 1955 ma già con una piccola esperienza in più, tant’è che arrivai tra i primi. Nella seconda metà degli anni ottanta prese le redini in mano, della Milano-Taranto, il sig. Franco Sabatini riportando nuovamente alla luce quelle importanti manifestazioni. Certo non più competizioni ma rievocazioni di pezzi di storia del motociclismo italiano dando a tutti gli amanti centauri la possibilità di conoscere l’Italia in lungo e in largo.
Ora siamo quasi nel 2009 e quindi alla 23^ rievocazione storica e il sottoscritto ha partecipato a quasi tutte le manifestazioni con lo stesso entusiasmo e soddisfazione, emozioni che ho trasferito a tanti amici con la passione della moto che si iscrivono a tale manifestazione e con la presente vorrei invitare tutti gli Italiani a seguire la Milano-Taranto, che passione!
Saluti cari
Vito Ciracì

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