Home » Dicono di noi » Partecipanti » Claudio Trippetti, 2006

Claudio Trippetti, 2006

Era già da parecchio che mi frullava in testa quest’idea… La” Milano Taranto” , la manifestazione che da oltre vent’anni porta la firma dell’amico Franco Sabatini da S. Martino in Colle:un grande appassionato, ci conoscemmo trent’anni fa’, eravamo nel Consiglio Direttivo del Motoclub Perugia e già allora a lui era demandato il “reparto d’epoca”.

Sinceramente non avevo mai dato tanto peso a questa manifestazione: moto raffazzonate, talvolta autentici… falsi, insomma niente a che vedere con la Mille Miglia, tanto per trovare un’analogia con le quattro ruote. Poi, convinto anche da Stefano Montanelli e da Sergio Sciarpetti, uno dei più grandi esperti di scooter d’Italia, si cominciò il lungo percorso di avvicinamento mentale e tecnico alla gara.

Perché di gara si tratta. Duemila km in cinque giorni, da un capo all’altro dell’Italia con due ruote d’epoca. Qualunque mezzo sia purché d’epoca, la gara non e’ contro il cronometro (che tra l’altro serve per fare classifica) ma contro la stanchezza, i guai tecnici, la sfiga, la strada..

Due parole sul mezzo scelto: una Lambretta D 125 del 1954, la Gelsomina per gli amici; se si deve fare, è bene farlo sul serio, se si deve tribolare, facciamolo fino in fondo!

La preparazione della Lambretta si ridusse in pratica a una generosa rettifica con sostituzione del pistone (effettuata dal buon Cetica) solo che a forza di rialesare il cilindro da parte dei precedenti proprietari, non si trovò di meglio che un pistone di un Benelli Leoncino sport opportunamente modificato .

La partenza, come da tradizione, si svolse a mezzanotte dall’idroscalo di Milano e lì, solo allora, mi resi conto che forse non si sarebbe trattato solo di una passeggiata.

Rivedo ancora la foto della partenza, sotto lo striscione, Stefano, Io e Sergio, ma quello che non si vede e’ la “battarella de core” che mi avrebbe fatto compagnia per tutta la prima notte.

Una notte bianca non solo per noi “girini”; l’Italia aveva vinto il Campionato del Mondo contro la Francia ai rigori solo un’ora prima, tutta la gente in mezzo alla strada e ogni tanto ci arrivava anche un secchio d’acqua in faccia e poi c’era una luna…Proprio mondiale che ci accompagnò e aiutò gli stitici impianti di illuminazione delle nostre Lambrette.

Quella notte corse leggera… Tutta la pianura padana si stese accogliente alle ruote dei nostri bolidi. Una sosta gradita verso le cinque, quando il sole iniziava a salire, a Soresina quando ci fu offerto, indovina, insieme a una ricca colazione, un bel pezzo di formaggio. Arrivammo a Imola, traguardo di giornata, a mezzogiorno. Alle una già ronfavo di brutto!

Ma fu la seconda tappa, proprio quella che ci avrebbe portato a Perugia che si dimostrò la più tosta. La media imposta, di 40 km/h fu un nemico feroce e talvolta una chimera come quando si trattò di affrontare la salita del Monte Fumaiolo… Un tratto con una pendenza.. da prima per qualche km.. E lì non potevi certo dare tutto gas! Sembrava di sentire piangere un bambino! Ognuno metteva in atto i migliori sistemi per guadagnare qualche giro in più di motore . Io mi piegavo tutto in avanti e portavo il braccio sinistro quasi all’altezza della ruota anteriore ma… spesso il cambio “lasciava “ la seconda e allora bisognava ricominciare tutto da capo! Problemi tecnici? Si ad Avezzano ho cambiato (anzi mi hanno cambiato) le puntine e da lì la Gelsomina e’ sembrata rinata a nuova vita.

Le gole del Sagittario, Scanno in Abruzzo, e poi il Sannio, il calore del cielo e della gente che ancora sente sua questa manifestazione, che esce di casa, e viene incontro e ti incita, e ti offre i frutti della sua terra.

Quelle tappe di oltre quattrocento km in sella alla Gelsomina che, anche a tirargli il collo, toccava si e no i sessanta, mi hanno fatto capire la bellezza di questa gara, il piacere di andare, andare, fino al traguardo, comunque sia, in ogni caso, fino al traguardo. Qui non e’ importante la velocità, non è importante il mezzo ma esserci, tu , la tua moto e la strada, con il sole o con la pioggia, sentire la vita e vedere quanto e’ bella.

A mano a mano che si avvicinava Taranto da una parte ero felice perchè si avvicinava l’epilogo di un sogno, dall’altra mi sembrava che mi si stava portando via un pezzo di quello stesso sogno… E domani che farò? Torniamo alla vita di sempre ? E’ gia finita?

E quando passammo tutti e tre, insieme, sotto a quello striscione provai un’ emozione che poche altre volte mi ha colpito così.

Da allora abbiamo fatto altre piccole pazzie insieme alle lambrette coinvolgendo anche Patrizia in una memorabile “Milano-Barcellona” nel 2007 e un’altra” Milano-Taranto “ nel 2009 con una LI II serie e adesso penso al 2011 per il venticinquesimo di questa “Temporada” … Trema Gelsomina.. Si riparte!

 

Check Also

Ricordo della Milano-Taranto – Di Franco Presicci

Una volta, quando ero giovincello (appena diciotto anni), amavo anch’io frequentare quella splendida “promenade”, che …