Radici

MITA_radici_MotoClubItaliaLa prima gran fondo motociclistica italiana, con un minimo di organizzazione, si realizzò nel 1911 in occasione del 50° compleanno di questa tribolata Unità Italiana.
I motociclisti non vollero essere secondi a nessuno nei festeggiamenti e così l’8 ottobre 1911, tra i tanti festeggiamenti istituzionali e non, anche loro organizzarono per il 50°, la “Coppa Regina Margherita”: coppa che doveva assegnarsi, a detta del regolamento “a colui che transiterà a passo d’uomo nell’attraversamento dei centri abitati” (?), fu una prima trovata per tenere a freno questi nascenti centauri,che a quanto ci dicono le cronache,erano “scavezzacolli” fin dai lontani albori!
La cronaca di allora ci dice che ne partirono 21 e ne arrivarono 7…“pioggia e vento accompagnarono questa prima edizione con conseguenti incidenti” non viene segnalato il nome di nessun partecipante e di nessun vincitore.
Questo fu l’omaggio motociclistico che si volle dare a questa giovine Italia allora cinquantenne, naturalmente la volontà di inserire il mondo della moto nei festeggiamenti del cinquantesimo (e successivamente 1961 nel centenario “Italia ‘61”) fu prevalentemente per volere di Piemontesi, Lombardi e Friulo-Veneti. Contemporaneamente, sempre per volere di questa gente, nasce il Moto Club d’Italia, di cui riportiamo il primo logo del 1911 al quale la FMI si ispirerà in seguito.

Era così iniziata la sfida che l’uomo di inizio secolo voleva dare al tempo, alle distanze, all’incognito, all’avventura. Questi furono i primi pionieri che vollero prendere parte al primo esperimento di maratona su strade fatiscenti tra basso Piemonte e Lombardia, su strade aperte al traffico. Per essere imparziale e per amore della storia delle maratone motociclistiche rifaremo brevemente il “percorso storico” delle gran fondo Italiane, non me ne voglia il mondo se non darò risalto alle pur rispettabili maratone di altri Paesi, chi mi conosce sa della mia convinzione che in campo motociclistico, noi Italiani, forti della nostra storia; poco o niente abbiamo da imparare dal mondo.

Nel 1912 si prova a fare sul serio …teatro il centro sud. Si organizza la Roma-Napoli-Roma di 500 km circa, 20 partenti ma 3 arrivati. Molti sbagliarono strada attorno a Capua, altri subirono rotture ed incidenti, vinse Ernesto Merlo su Frera.
Nella seconda edizione, 1913 i partenti furono 34 e ne arrivarono 5, vinse Feliciani su Ariel.
La Roma-Napoli-Roma si esaurì così, non raggiunse la III edizione.
Nel 1914 prende il via il “I Giro d’Italia Motociclistico”, 5 tappe dal 26 al 31 maggio, 2300 km, 52 partenti, vinse Brilli Peri (futuro campione automobilistico), la gara fu sabotata con spargimento di chiodi in più punti, pertanto solo 19 centauri si classificarono.
Questa sfida del tempo e delle distanze coinvolse sempre più i nostri nonni; i lati delle strade erano sempre guarniti di curiosi e sportivi eccitati e festanti, tutti regolarmente a capo coperto, berretti, coppole e cappelli come era la moda di allora.

Finalmente arriva il 1919, primo dopoguerra e viene realizzato l’ardito progetto del “Raid Nord Sud” chiamato anche “Freccia del Sud” o “Milano-Napoli”, 841 km.
L’11 ottobre 1919 da Porta Romana (periferia milanese) si accingono a prendere il via i 29 partenti presenti (dovevano essere una cinquantina), poco prima delle 22,00 fu dato il via a Domenico Malvisi su moto Borgo 500cc, poi un minuto dopo l’altro, il resto.

MITA_radici_ordine_servizio

L’organizzazione era curata dalla Gazzetta dello Sport. Già a Roma dei 29 partenti ne erano rimasti 14. In realtà l’arrivo sarà a Caserta e non a Napoli,  questo per mancanza di strade idonee (cacciati i Borboni, i Piemontesi (intesi come “novella casta dominante”) non faranno niente per la zona e sono passati 50 anni dalla decantata “unità d’Italia”)… Napoli dista ancora 20/25 chilometri. A vincere sarà Miro Maffeis su Motosacoche 350cc ma verrà retrocesso al 22° posto per aver percorso strade non consone – risulterà così vincitore Ettore Girardi su Garelli 350 in 21 ore e 56 minuti alla media di 38,296 il quale si aggiudicherà le 1.500 lire di premio. Solo sette furono gli arrivati classificati.
Questa piccola serie di maratone durerà fino al 1925 poi nel 1926 verranno sospese…..Verranno riprese solo nel 1932 con il nome definitivo di Milano- Napoli. Le gran fondo ripresero per espresso volere di Mussolini per imporre una volontà di disciplina, bravura, coraggio, lealtà, sacrifico ed eroismo a questo zoppicante popolo Italiano, leggendo infatti i regolamenti della gara, traspare tutta la volontà e l’orgoglio fascista, da qui il motivo per il quale venne chiamata “Coppa Mussolini”.

MITA_mappa_percorso_storicoCosì l’11 giugno 1932, sempre a Rogoredo a mezzanotte l’on. Lando Ferrettti, futuro e importante spalla del motociclismo italiano del dopoguerra, darà il via a Raffaele Alberti su Ancora 175cc,  saranno 105 i piloti al via. L’ultimo a partire alle 5,50, quando ormai è l’alba, sarà Terzo Bandini su Guzzi 500.
Primo controllo orario a Bologna in viale Vicini c/o Porta Saffi, passano quasi attaccati Vincenzo Borghese su Benelli 175cc,  Celeste Cavaciuti su CM 175cc,  Primo Sini su CM 175cc e via via gli altri.
A Firenze ore 7.45, dopo aver superato Futa e Raticosa il primo a transitare è Primo Zini, (fin qui le mitiche maratone non avevano mai sfidato i tornanti di Futa e Raticosa ma procedevano per la “Porrettana” per raggiungere Firenze).
Il primo a tagliare il traguardo a Secondigliano, alle porte di Napoli, sarà Riccardo  Brusi su Guzzi 250cc in 9 ore e 55 minuti che vincerà questa categoria. L’assoluta sarà invece del lecchese Carlo Fumagalli su Guzzi 500cc in 9 ore e 33 minuti, il vincitore delle 350cc sarà il perugino Ivo Montesi in 10 ore e 5 minuti, dei 105 partenti, 53 porteranno a termine l’impresa. La Milano-Napoli durerà fino al 1936 – V Coppa Mussolini.

Nel 1937 per volere del Tarantino Mario Deintrona e fortemente condivisa dal Governo del tempo nasce la Milano-Taranto; la leggenda!!!
Il 2 maggio 1937 partirà come sempre da Milano la prima Milano-Taranto e sarà sempre “Coppa Mussolini”, questa volta da VI. (3 mesi dopo nascerà il sottoscritto).
…Tutti trepidanti i centauri che hanno appreso di avere aggiunto ancora chilometri (in totale quasi 1400) di incognite ed insidie alla loro avventura.
Quando leggiamo queste righe soffermiamoci un attimo a riflettere su cosa incontravano questi eroi in moto, questi cavalieri indomiti del coraggio; molte strade ancora non erano asfaltate, non vi fu edizione che in questa lunga Italia non incontrassero uragani, vento, piogge ecc., non avevano telefonino (il male del secolo), ma solo il loro coraggio, il loro orgoglio, il loro ardimento e la loro voglia d’avventura assieme alla fida motocicletta.
Per molti di loro, già veterani delle Milano-Napoli, una volta raggiunta la città del Vesuvio, la consapevolezza che la fatica non era finita ma che erano a poco più di metà strada, creava una consapevole ansia. Alcune riviste del tempo asserivano che il prolungamento della Milano Taranto aveva risvolti politici voluti dal Duce per estendere la sua ala protettrice alla ritardata Unità d’Italia ed in parte fu vero, da allora il Sud e la Puglia furono più vicine all’Italia e all’Europa.
E così alle ore 01.00 di domenica 2 maggio, si legge nella cronaca di allora, dopo avere effettuato le operazioni preliminari in Corso Sempione – da Rogoredo, come sempre, prende il via la prima Milano-Taranto – VI Coppa Mussolini, gli iscritti erano 135 ma a prendere il via furono 116, Rino Parenti, segretario del P.N.F. di Milano fu il Mossiere, la sfilata fu iniziata da Traetta Michele (Associazione Motociclistica Taranto) su Benelli 250cc, fu un Tarantino il primo a partire, a seguire campioni noti ed affermati come Dorino Serafini, Aldo Pigorini Amilcare Rossetti, Alberto Ascari  (futuro campione del volante), Guglielmo Sandri (che sarà vincitore assoluto) assieme a centauri completamente sconosciuti.

MITA_radici_Nuvolari
Nuvolari: una foto del primo pionierismo del motociclismo Italiano. Tazio Nuvolari e la Bianchi Freccia Azzurra, binomio tutto Italiano che glorificò l’Italia dal 1920 al 1950. Nuvolari partecipò al Raid Nord-Sud su Salorea 500cc il 16-17 settembre 1922, partendo alle ore 08.17, ma dopo Modena si ritirerà per noie meccaniche.

Rotture, cadute, fastidi vari, maltempo, faranno si che dei 116 partiti solo 57 vedranno il lungomare e il Palazzo del Governo Tarantino ove le altre Milano-Taranto (4 antegurerra, 7 dopoguerra e le nostre rievocazioni) hanno sempre terminato la loro avventura. Vinse il centauro-tenore Guglielmo Sandri di Bologna con una Guzzi 500 bicilindrica in 12 ore e 20 minuti  con una media di 104 e qualcosa.
Seguirono poi le Milano-Taranto del …….. 1938…….. 1939…….. 1940……….. Poi la II guerra mondiale.
………. finita la guerra la voglia di motociclismo, di sfide, di avventura, il dna di chi ama la moto riprese più di prima. Ancora non si era smorzato l’eco della guerra che si vide la città di Tortoreto (Teramo) organizzare il primo circuito cittadino già nell’agosto del 1945.
Per la Milano-Taranto ci vorrà ancora un po’, tra tira e molla….. favorevoli e contrari…….. passa il tempo……. i motociclisti e la rinascente industria motociclistica Italiana sentivano la necessità di un banco di prova come la maratona più lunga del mondo, che la Milano-Taranto rinnovi la sua leggenda ancora non sopita …..ma manca il coraggio….. virtù non certo primaria del nostro popolo, molto più portato a parlare e criticare.

Capocci: 7 maggio 1950. Alla mezzanotte e qualcosa con il n. 44 prese il via il nostro Alberto Capocci. Giungerà  8° con una media di oltre 85 km/h.
Capocci: 7 maggio 1950. Alla mezzanotte e qualcosa con il n. 44 prese il via il nostro Alberto Capocci. Giungerà 8° con una media di oltre 85 km/h.

Comunque anche in questa ripartenza del dopoguerra i Pugliesi, intesi come membri della delegazione F.M.I. (che come tutti i pugliesi amavano e amano tuttora la Milano-Taranto)  perorarono con tanta insistenza la causa in occasione del congresso FMI di Firenze del 1950 e con infiammante oratoria convinsero l’assemblea tra calorosi applausi che la Milano-Taranto si doveva organizzare anche perchè coincideva con l’anno santo e ….Milano-Taranto fu!
Grosso apporto, come già fu per le precedenti edizioni, fu dato dalla Gazzetta dello Sport, sempre sensibile quando si trattava di sport popolari che si svolgevano sulle strade e sulle piazze a contatto delle masse popolari.
Le edizioni del 1950 furono le più popolari e le più vicine a noi ragazzi di 50 anni fa. Noi residenti in Umbria si andava ad aspettarle a Radicofani.
Nel 1952, come nel 1955, quando facevano il tratto adriatico, si andava sopra Foligno nella discesa di Colfiorito.
L’edizione  del 1950 prese il via il 7 maggio, 121 furono i partenti ma ne arrivarono a Taranto 46, il 38%,  vinse Guido Leoni in 12 ore e 59 minuti alla media di 102 km/h e rotti.

MITA_radici_Venturi
Venturi: Il numero 374 è lo stesso dell’edizione del 1954, così come il pilota, Remo Venturi, che in quell’anno vinse la Milano-Taranto con una Mondial 175cc. Qui alla Milano-Taranto del 2004 immortalato subito dopo l’arrivo a Fasano con il conterraneo Marco Tomassini e la nostra storica staffetta Alessandro Renzetti.

Non furono battuti i record del 1940 ma per la prima volta si videro le motoleggere di 75cc, 125cc, 175cc (Le Gloriose) si incominciò a parlare di Mondial, Morini, MV…fu anche la prima volta dei scooter Lambretta, Vespa, Mv, Iso.
Queste piccole moto fino a 175cc e gli scooter degli anni ’50 sono le protagoniste di una categoria denominata “Le Gloriose” creata apposta per ricordarle, nel corso di questa 25° edizione. Mi piace inoltre ricordare che questa fu anche la prima Milano-Taranto di un indimenticato amico: il grande centauro Perugino Alberto Capocci detto Bugatti che con la sua Morini 125cc 2 tempi, adibita a noleggio nella sua officina di Borgo XX Giugno a Perugia, con il n° di gara 44 giunse 8° in 19 ore e qualche minuto alla media di oltre 75 km orari. In seguito Capocci passerà alla Mondial assieme allo spoletino Remo Venturi che nel 1954 costruirà quel capolavoro che è la sua vittoria assoluta alla Milano-Taranto, unico a fare l’assoluto con una 175cc di cilindrata……ma era una Mondial!!!!
Sono certo che dopo il primo boom economico degli anni trenta, il secondo boom economico degli anni cinquanta/sessanta fu il frutto di un germoglio di quel seme motoristico lasciato lungo le strade della nostra bella Italia dalle Milano-Taranto… di li a poco, infatti, la motorizzazione di massa esplose vorticosamente: lambrette, vespe, motociclette di tante marche e cilindrate invasero strade e piazze d’Italia, sorsero fabbriche dei più svariati ed accattivanti accessori…..l’economia girava….il futuro ci sorrideva…….e poi…… nel 1956, con l’ultima edizione ebbe fine la leggendaria Milano-Taranto. 30 anni dopo, come una fenice, risorge con le rievocazioni iniziate nel 1987…. 25 anni fa… e noi intendiamo festeggiare, con tutti voi, la ricorrenza.

Mi-Ta 1938 - Omobono Tenni al controllo di Roma con la Gilera 500cc
Mi-Ta 1938 – Omobono Tenni al controllo di Roma con la Moto Guzzi 500 bicilindrica

Che cosa è la Milano-Taranto rievocazione storica se non il proseguimento in chiave moderna delle mitiche sfide che i nostri nonni, “uomini duri”, fin dall’inizio del secolo scorso osavano fare per soddisfare la loro voglia di avventura, partecipando ai grandi raid d’inizio secolo a cavallo di una moto, la loro amata motocicletta, come voi oggi che vi apprestate a ripeterle partecipando alle nostre avventurose Milano-Taranto degli anni 2000 – “manifestazione dura per uomini duri” anche la nostra, ma oggi, anche  grazie all’evoluzione della donna, anche per “donne dure”, prova ne è le vostre attuali partecipazioni  – Uomini e Donne di tutto il mondo pronti a gettarsi nella più dura e fascinosa manifestazione dei giorni nostri: Le Milano-Taranto degli anni 2000.
Nessuno mai, nella lunga storia del motociclismo Italiano, lunga più di 100 anni e composta da mitici Campioni, tecnici, maestranze e tutto ciò che le gira intorno, ha dato motivo di dire: “mi vergogno di essere Italiano”, casomai il contrario! Il nostro mondo è quello che più di ogni altro ha conquistato titoli mondiali con conseguente “Inno di Mameli” e “sventolio del nostro Tricolore” nei pennoni più alti del mondo. Il mondo del doping, delle scommesse, delle vergogne, degli intrallazzi, delle varie “mondezze” Italiane, per ora, non è “cosa nostra”. E’ forse per questo che i media, la politica e i politici Italiani non reggendo il confronto con noi ci stanno lontano? Ci snobbano? Meditate gente… meditate!
Comunque Buon Compleanno Italia, anche se non siamo stati in grado di ottenere le “burocratiche” 3 bandierine ufficiali dei 150 anni… per noi è meglio così; noi siamo più Italiani di loro e ci vogliamo distinguere!
Nel 2012 la Milano-Taranto compierà 75 anni,  vedremo di degnamente rievocarla,  intanto vi auguro un grosso in bocca al lupo e buon divertimento a tutti.

Franco Sabatini