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La Nostra Milano-Taranto. Di Norberto e Milena Bianchi

Rieccomi a raccontarvi della Mi-Ta a un anno dall’ultima volta, 365 giorni passati velocemente.
Quest’anno, dopo aver deciso di partecipare e condividere questa meravigliosa esperienza con Milena, mia moglie, con un po’ di scetticismo da parte della mia passeggera scegliamo l’unica soluzione possibile: il sidecar….
Lo scorso autunno inizia la ricerca del guscio da fissare alla mia BMW R 69S del 1966 che ben si presta a questo scopo.
Nel corso del mese di maggio, grazie all’abile competenza di Luigi Camuso, il sidecar è pronto e quindi iniziamo le prime prove sulle strade delle nostre vallate.

Per entusiasmare Milena sono bastati pochi chilometri, complici il confort del suo sedile, ma soprattutto il piacere di viaggiare con un mezzo che strappa un sorriso compiacente alle persone a bordo carreggiata e agli utenti della strada che con grande rispetto agevolano il suo passaggio.

Quindi tutto ok!! L’iscrizione viene accettata e non resta che attendere l’8 luglio, giorno della partenza.
Giordano “The Press”, con la mitica Ganna Sport 150cc del 1952, e la new entry Gianfranco Chiesa (Vini Rovio) con la BMW R25 250cc del 1951 saranno i nostri compagni di avventura. La guida del furgone assistenza, messo a disposizione da Giordano, dopo la defezione, per motivi di salute a 15 giorni dalla partenza, dell’amico Pappa (adess al sta mei!!!) viene proposta e accettata dall’onnipresente Ugo. Grazie a entrambi, in particolare a Ugo che si porterà appresso la sua BMW R60/5 sul carrello e ci accompagnerà anche nel viaggio di ritorno quando Giordi e Gianfranco faranno rientro in Ticino con il furgone.

L’eccezionale macchina organizzativa della Mi-Ta (www.milanotaranto.com), con a capo il patron Franco Sabatini e le sue instancabili figlie affiancati da uno staff a dir poco straordinario, pubblicano la lista degli iscritti ….. ohibò solo 2 sidecar …..be’ poco male, se arriviamo a Taranto il 2° posto è garantito!!!

Quest’anno i km da percorrere saranno ca. 1800, 163 i veicoli in gara. 31 gli equipaggi degli assaggiatori, ossia coloro che giudicheranno i ristori lungo il tragitto. La carovana transiterà lungo tutta la Penisola e toccherà dieci regioni: Lombardia, Veneto, Toscana, Marche, Umbria, Abruzzo, Molise, Campania, Basilicata e Puglia.

L’8 luglio è arrivato ed eccoci finalmente all’Idroscalo di Milano. In attesa della partenza espletiamo le ormai note formalità burocratiche, lottiamo contro le zanzare perdendo
miseramente il match anche quest’anno.

Mile e Bigia
Giordi
Gianfranco

Joost con sua moglie Hendrika, equipaggio olandese dell’alto sidecar, molto gentilmente ci cercano e si presentano. Joost che parla molto bene l’italiano, ci racconta di essere un veterano della Mi-Ta: 10 presenze a bordo del 3 ruote (oltre a svariate partecipazioni in moto). Ascoltiamo Joost con grande interesse e facciamo tesoro dei suoi consigli.

Joost e Hendrika su Guzzi Falcone del 1953

All’Idroscalo il tempo trascorre in un’atmosfera gioviale e cortese incontrando concorrenti conosciuti nelle edizioni passate e facendo due chiacchere naturalmente monotematiche….

Piacevolissima la conoscenza di Ezio e sua mamma Silvana, un’86enne che sprizza entusiasmo e simpatia già alla seconda esperienza alla Mi-Ta su sidecar.

Silvana e Ezio

Il momento della partenza è vicino, non ci resta che indossare l’equipaggiamento adeguato per affrontare la nottata.

Partiamo con il pettorale n° 22 quindi saremo tra i primi a lasciare l’Idroscalo.

Alle 00.07 di lunedì mattina inizia questa bellissima strana e affascinante storia che si chiama MILANO – TARANTO 2018

 

Milano – Padova
L’entrata in materia non è per nulla soft, infatti la prima tappa è di 340 km, ma l’entusiasmo e l’adrenalina non ci fanno preoccupare più di quel tanto per il lungo percorso in notturna.
Partiamo. Davanti a noi gli olandesi con il n° 21. Le prime rotonde in uscita da Milano richiedono particolare attenzione (!!!! mia püsee da 3 gir!!!) ma le precise indicazioni che hanno applicato alle intersezioni i ragazzi delle staffette dell’organizzazione (che potremmo definire i nostri angeli custodi), ci permettono di mantenere correttamente il percorso e raggiungere facilmente i Controlli Orari (CO) con i relativi rinfreschi (e che rinfreschi!!!!) Primo CO alle 01.00 a Crema dove ci vengono serviti dei tortellini all’amaretto (all’una di mattina!!!!!!!!) e altre prelibatezze. Ci tuffiamo in quello che sarà l’ambiente di tutta la settimana.
L’avvicinarsi del Lago di Garda coincide con i primi bagliori del giorno. A causa di problemi meccanici Giordano deve purtroppo sostituire la Ganna con la più affidabile MiVal.
Percorriamo la strada costiera che sale fino a Riva del Garda. Ci avvolge l’aurora che rischiara i profili frastagliati dei monti sovrastanti e li dipinge di un colore rosero che ci affascina.
Meno poetico ma più sostanzioso il ristoro che si presenta in tutta la sua opulenza, sono le 05.30.
Colazione abbondante, pisolino e partenza direzione Passo Pian delle Fugazze a ca. 1200 m di altitudine.
Schio ci attende, ma la sostituzione delle candele ci obbliga a una sosta lungo il percorso e il ritardo accumulato non ci permette di godere del rinfresco offerto nella località vicentina.
Ripartiamo rispettando comunque la tabella oraria.

Dopo pochi chilometri, a Breganze patria della mitica Laverda, nella splendida piazza Mazzini eseguiamo il timbro di passaggio ….. e via!!! in direzione Galliera Veneta dove possiamo tranquillamente approfittare del ristoro all’ultimo CO di tappa.
Ci restano da percorrere pochi chilometri prima della consegna della scheda di giornata che avverrà alle 11.00 a Padova presso l’Hotel Crowne Plaza. Dopo un ottimo pranzo ci concediamo il meritato riposo. Un pomeriggio di assoluto relax in attesa della cena, poi di nuovo a nanna perché domani ci aspetta la seconda tappa di 350 km.

 

Crema
Riva del Garda

 

Padova – Arezzo
Partiamo alle 08.07 e questo sarà il nostro orario di partenza per tutta la gara. I primi 200 km sono tutti in pianura, la strada è scorrevole e con un buon fondo. CO a Lendinara e ad Argenta due borghi meravigliosi e accoglienti.
Proseguiamo in direzione di Modigliana dove veniamo accolti per il rinfresco e il CO presso il Museo Parilla Baccari. Interessantissima visita! Le moto esposte, ovviamente monomarca, sono di primissimo ordine e l’accoglienza da parte della Famiglia Baccari è cordiale quasi fossimo in famiglia.
Si riparte e la strada inizia a salire. Sul passo del Carnaio (ca. 800 m) possiamo approfittare di un po’ di frescura. Da segnalare la salita che da Bagno di Romagna, immersi in una folta foresta, ci porta sul Passo dei Mandrioli (ca. 1200 m). Scendiamo quindi a Soci, ultimo CO della giornata, merendina veloce e partenza direzione Arezzo. Cena e pernottamento presso l’Hotel Minerva.

Arezzo – Colli del Tronto
Spostandoci verso sud, il clima ci invita a liberarci di qualche capo pesante. Milena abbandona l’equipaggiamento in pelle e opta per vestitini leggeri e colorati.
Arezzo, Città di Castello poi la terza tappa fa sosta in una delle Città più suggestive del percorso: Gubbio.
Piazza Grande ci accoglie in tutto il suo splendore e i suoi palazzi fanno da cornice alla carovana della Mi-Ta, salutata in questa occasione dal Patron Franco Sabatini.
Il tempo scorre e bisogna ripartire. Pievebovigliana, meta del prossimo CO, è stata gravemente danneggiata dal sisma del 2016 e i danni sono ancora ben visibili.
L’organizzazione della Mi-Ta ha voluto simbolicamente omaggiare la popolazione, e in particolar modo i bambini del villaggio, donando una due ruote a dondolo artigianalmente realizzata in legno.
Proseguiamo su una strada disegnata da monti, fiumi e centinaia di curve e raggiungiamo la bella piazza di Servigliano, ultimo CO di giornata. Verso le 15.30 prendiamo possesso della camera nell’Hotel Il Casale a Colli del Tronto.
La tappa è stata relativamente breve (280 km) quindi si ha il tempo di sistemare qualche piccola magagna tecnica dei mezzi prima della cena.

Gubbio

 

Colli del Tronto – Caserta
Oggi ci aspetta una tappa, la quarta, definita “tosta” che, con i suoi 390 km è la più lunga della manifestazione. Attraverseremo la Penisola da est a ovest. Il primo CO è previsto a Tortoreto Lido dove, a causa dell’intenso traffico, arriviamo con un misero minuto di vantaggio sulla nostra tabella oraria. Senza nemmeno scendere da sella, timbriamo e ripartiamo verso l’entroterra. Dopo diversi chilometri giungiamo ad Alanno Scalo, secondo CO di tappa. Abbiamo un buon margine di tempo e quindi possiamo approfittare del ristoro in tutta calma.
Ci attendono ancora parecchi chilometri di belle strade, in particolare la SS17 con l’Altopiano delle Cinquemiglia. Roccaraso si presenta nel suo splendore. Verrebbe voglia di fermarsi a godere del panorama e del fresco, ma non è possibile e dobbiamo proseguire.
Forlì del Sannio 3° CO ci offre il suo rinfresco in Largo Mercatello, accompagnato dalla simpatia della popolazione e in particolare delle signore del villaggio. Mancano ancora 130 chilometri all’arrivo. Gallo Matese CO con un notevole rinfresco offerto sulla piazzetta antistante la chiesa. Nessuna bibita sui tavoli ma ci dobbiamo dissetare alla caratteristica fontana dai tre zampilli. Gustiamo un’acqua cristallina fresca e corroborante che ci dà la carica per arrivare a Caserta. Scendendo dalle colline ci appare la famosa Reggia, simbolo della Città, che con la sua maestosità ci dà il benvenuto. Tappa lunga e giornata intensa, quando ormai si fa sera e siamo stanchi ci sistemiamo nelle nostre camere all’Hotel Golden Tulip.

Gallo Matese
Gallo Matese

Caserta – Matera
Quinta tappa con mistero!!! Al momento di lasciare Caserta, non trovo il mio pettorale.
Siccome incorreremo in una penalità pensiamo ad un atto di sabotaggio da parte dell’equipaggio olandese, il sidecar numero 21. Dopo un’approfondita indagine mi rendo conto che l’ho semplicemente dimenticato da qualche parte. L’allusione a Joost e signora è assolutamente satirica ….ci mancherebbe altro! Tutto risolto con una bella ghignata e con lo scippo del pettorale a Milena. Nei minuti prima della partenza riceviamo la visita del più giovane partecipante che si interessa al funzionamento e alla guida del sidecar. Non può mancare la foto di rito con Nicolas seduto sul guscio. Appena quindicenne, in compagnia del papà che pilota un Guzzino 65cc del 1954, sta brillantemente portando a termine la Mi-Ta a bordo di una Itom Astor SS 49 del 1966. Si può affermare metaforicamente che il passato ha un futuro. Si parte consapevoli di essere a buon punto anche se Taranto dista ancora ca.
500 km. Giungiamo al primo CO di Venticano percorrendo una strada tutta saliscendi abbastanza piacevoli ma dal fondo sconnesso. Proseguendo, il percorso si fa tortuoso e decisamente in salita. Verso mezzogiorno arriviamo al CO di Pescopagano, a ca 1000 metri sul livello del mare. L’ombra degli alberi del viale ci rinfresca mentre gustiamo le immancabili leccornie che ci vengono offerte. Sempre restando ad un’altitudine di 700/1000 metri, oltrepassiamo Muro Lucano che definire bello è riduttivo. Meriterebbe senz’altro una sosta ma non abbiamo tempo e proseguiamo verso il CO di Potenza che ci accoglie in Piazza Matteotti.
Mancano una cinquantina di chilometri e saremo a Tricarico, ultimo CO di giornata. Il Valico Tre Cancelli (nessun riferimento ad altri mezzi meccanici) è l’ultima asperità della tappa che poi scorre regolare fino alla meravigliosa Città dei Sassi: Matera.
Anche stasera trascorriamo una bella serata con aperitivo in un locale nei Sassi in compagnia di Gianfranco, Giordano e Ugo. Durante la giornata i nostri amici di avventura li incontriamo solo di sfuggita complici i differenti orari di partenza ai CO.

Nicolas

Matera – Taranto
Dopo una nottata ristoratrice all’Hotel San Domenico, siamo pronti per la sesta e ultima tappa …..la meta è vicina.
Alle 08.07 si abbassa la bandiere e via!!!… per quella che dovrebbe essere una “tappa sfilata”. Senza troppi patemi d’animo arriviamo al CO di Castellana Grotte che, come sempre, si supera nell’accoglienza, nella presentazione e nell’offerta di gustosi prodotti nonché di opere di artigiani locali. E Castellana Grotte sarà il vincitore quale miglior rinfresco 2018.
Sfiorando Alberobello siamo in direzione del CO di Ostuni. In Piazza della Libertà un ulteriore tuffo nel folclore ci viene offerto da un gruppo di danzatori della Città Bianca. Il rinfresco è allestito nell’adiacente Chiostro di San Francesco. Martina Franca ultimo CO e Villa Castelli, ritiro finale della scheda, sono a un tiro di schioppo e ci fanno pregustare l’arrivo, con foto ricordo sul Lungomare Vittorio Emanuele a Taranto che dista solo una trentina di chilometri.
Ma ecco l’imponderabile. A Villa Castelli con un colpo secco si spezzano 2 raggi della ruota del carrozzino che entrano nella camera d’aria forandola. Con l’aiuto di alcune persone del luogo e di Ugo che nel frattempo ci ha raggiunti, la sostituisco. Possiamo così ripartire, ma viaggiamo tranquillamente solo per una decina di chilometri quando si rompono ancora un paio di raggi e bucano la camera d’aria appena sostituita. Inizia un’odissea che, solo grazie all’incontro con fantastiche persone dotate di una disponibilità encomiabile, ha potuto essere portata a buon fine. Con circa un’ora e mezzo di ritardo riusciamo a oltrepassare il tanto agognato striscione di arrivo a Taranto e ad essere classificati secondi di categoria (anca se al seum già da principi…..o no??).
Anche Gianfranco si classifica al 2° posto nella categoria 250cc, classe ben più agguerrita della nostra con 29 iscritti …..Grande GfC!!!

 

L’Arrivo di Taranto

 

La premiazione, in occasione della serata di gala, presso l’Hotel Nicolaus a Bari.

Come sempre ottima la scelta del percorso da parte del Moto Club Veteran di San Martino in Colle. Eccezionale la selezione degli alberghi, le cene in comune e i favolosi ristori.

Il Comitato organizzatore ha proposto anche quest’anno una manifestazione curata nei dettagli e di un livello eccellente. Nulla è lasciato al caso alfine di permettere ai partecipanti un puro divertimento senza preoccupazioni.

Grazie a Gianfranco, Giordano e Ugo.

Un plauso alla mia compagna di vita e di viaggio che mi ha coadiuvato in tutto, partecipando e man mano entusiasmandosi a quest’avventura che sapeva tanto di scommessa…. Vinta!

I chilometri totali, compreso il ritorno, sono stati ca. 3200 con un tentato sequestro del mezzo sulla Riviera Romagnola:

Parlando con gli amici delle belle sensazioni che può dare una maratone motociclistica come questa ci è stato chiesto se parteciperemo ancora alla Milano-Taranto…. be’ stiamo già scaldando il motore.

Bigia e Milena

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