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Edizione 2017

MITA 2017 copertina brochure

  • Milano – Pisa
  • Pisa – Principina Terra
  • Principina Terra – Fiuggi
  • Fiuggi – San Giovanni Rotondo
  • San Giovanni Rotondo – Bari
  • Bari – Taranto

31° MILANO-TARANTO 2-8 luglio 2017

Il museo viaggiante che unisce l’Italia

C’è il bello del viaggio, della scoperta di posti “nascosti” e sorprendenti, dell’avventura e della sfida. Ci sono i motori, ovviamente, con le loro storie, e c’è il bello dell’accoglienza e dell’ospitalità “all’italiana”, che ad ogni tappa colpisce e seduce anche con i sapori unici e le tipicità proposte. C’è lo spirito amichevole e goliardico dei centauri, c’è l’incontro e lo scambio tra lingue e culture diverse, ci sono tante nuove amicizie che nascono, altre che si rinsaldano ad ogni maratona e, tra una curva e l’altra delle strade panoramiche che uniscono il Capoluogo lombardo e la “Città dei due mari”, anche qualche storia d’amore è venuta alla luce.
Se c’è insomma una competizione in cui il bello non è vincere, ma partecipare, si tratta proprio della Mita.
Dei vincitori, comunque, ci sono stati anche per l’edizione 2017 della maratona per moto d’epoca: le classifiche possono essere consultate nell’apposita sezione del sito.
Ma a sentire di aver vinto sono un po’ tutti quelli che hanno tagliato il traguardo di Taranto, nel pomeriggio dell’8 luglio.

L’applauditisimo sidecar pilotato da Ezio Cavazzini con a bordo sua madre, la Signora Silvana Visentin.

Di certo si è sentita vincitrice nonna Silvana Visentin che, a 85 anni, ancora percorre l’Italia su due ruote, così come sua nipote, Silvia Cavazzini, la più giovane del gruppo.
Tra i vincitori non si può non includere il patron Franco Sabatini: lui più di tutti ha vinto, in particolare ha vinto la scommessa di far funzionare, da ben 31 edizioni, la rievocazione della storica Milano-Taranto (1987 – 2017).
208 concorrenti provenienti da 14 Paesi diversi, 1.700 chilometri percorsi, 28 fermate che hanno interessato sette regioni (Lombardia, Emilia Romagna, Toscana, Lazio, Molise, Basilicata e Puglia): questi i numeri della 31esima Mita che, anche quest’anno, ha potuto contare su Eicma come partner istituzionale.
Tra i tanti interessanti mezzi che hanno preso parte alla maratona ci sono certamente le tre Terrot 350cc di fine anni Venti-inizio anni Trenta, francesine terribili.
E anche la categoria “Gloriose” è stata ricca di rarità, tra le quali Taurus, Ganna, Mas, Perugina, Devil, Bianchi Cervino, Mi Val, Morini Settebello, Guzzini, Laverda ed altre moto che alla storica Milano-Taranto hanno gareggiato sul serio. Categoria a parte per sidecar e scooter.

Alla partenza di Milano col numero 74 Giani Mostosi del Principato di Monaco alla partenza con la “Goloriosa” Taurus G15 Supersport 160 2T del 1952. Accanto a lui con il numero 75 il “Glorioso” Morini Settebello del 1955 dell’inglese Jan-Willem Labeij.

Il via, come da tradizione, è scattato alla mezzanotte tra il 2 e il 3 luglio, dall’Idroscalo di Milano ed è stato come sempre un momento di grande emozione, per i concorrenti nuovi, ma anche per gli habitué. La maratona per moto d’epoca ha visto una festosa e affettuosa accoglienza già a partire dalla prima fermata a Crema: l’entusiasmo del Moto Club Crema ha dato ai centauri la giusta carica per affrontare una dura nottata sulle due ruote. Particolarmente suggestivo è stato il passaggio, storico per la Milano-Taranto, a Cortemaggiore e poi la sosta a Vigolo Marchese.

La tappa si è fatta quindi impegnativa con l’avvicinarsi dell’appennino, i vari passaggi a Castell’Arquato, Vernasca, Bardi e l’arrivo, per il controllo orario, al Passo Santa Donna, 1.000 metri di altitudine circa: freddo, ma immerso in un paesaggio mozzafiato. Per fortuna la dolce e caldissima colazione che, poco più tardi, a Filattiera, attendeva la Mita. Poi la Garfagnana, misteriosa e ospitale, con la sosta a Castelnuovo dove ad attendere i concorrenti c’erano, come da programma, numerose associazioni e realtà della zona. Infine il tragitto fino a Pisa, dove i Tarantini si sono goduti un po’ di meritato riposo, prima della ripartenza per la nuova, avventurosa giornata del 4 luglio che li ha portati nel cuore della Toscana.

Foto ricordo all’interno del cortile del Museo Piaggio di Pontedera.

Già intorno alle 9,30 del secondo giorno i Tarantini  erano a Pontedera per una sosta che ha incluso anche una visita esclusiva al Museo Piaggio. Un’esperienza estremamente interessante resa ancor più piacevole dal ristoro organizzato all’interno della struttura che mette in mostra mezzi memorabili dello storico marchio italiano.

Poi tardi, a Poggibonsi, a salutare la Mita, c’era Augusto Brettoni, leggenda motociclistica, che è stato pilota ufficiale Laverda, protagonista di numerosi successi sportivi e oggi uno dei restauratori più importanti del mondo Laverda.

La Toscana si è mostrata unica e bellissima anche nel corso di questo 31esimo passaggio della Milano-Taranto attraverso le sue colline e i suoi boschi: mozzafiato in particolare la vista dall’alto di San Gimignano e delle sue torri e poi ancora boschi e strade ricche di curve, fino al piccolo borgo di Montemassi caratterizzato dal pittoresco castello dove si è svolto l’ultimo controllo orario della giornata. Fine tappa in riva al mare con il passaggio a Castiglione della Pescaia, tra le sue pinete, e infine l’arrivo in albergo, a Principina Terra, con sorpresa: tutti i partecipanti sono stati omaggiati con il cofanetto, in anteprima, del DVD+libro de “I Fidanzati della Morte” appena restaurato da Rodaggio Film anche grazie al contributo del Moto Club Veteran San Martino: il logo della Mita compare nei titoli di testa del film.

Nel corso della terza tappa del 5 luglio, partiti dalla Toscana, i concorrenti si sono ritrovati nel Lazio già dalla prima fermata, quella a Canino, presso l’Oleificio Sociale Cooperativo, dove l’accoglienza, organizzata in collaborazione con il Comune, la Proloco e la società agricola Copa “Asparago verde”, è stata davvero eccezionale.

Immersisi poi nella Maremma, i Tarantini hanno potuto godere di panorami fantastici e di strade che non hanno concesso un minuto per tirare il fiato: tante curve e dietro ad ognuna un nuovo, straordinario panorama, tra le pianure e i boschi, il mare e le colline, che hanno guidato i 200 in sella fino al meraviglioso Lago del Turano.

Passaggio al Lago del Turano.

Seconda sosta a Gallese con la sorpresa dell’incontro tra Tito Celoni e Domenico Fiorenza che, facendo emozionare un po’ tutti, si sono potuti abbracciare di nuovo dopo tanti anni e tante Milano-Taranto fatte insieme come equipaggio “storico” della Polizia di Stato. Subito dopo, altro tratto di strada impegnativo ma bellissimo, il passaggio a Poggio Mirteto e poi la fermata a Castel di Tora e la gustosa accoglienza della Proloco a base di umbricelli, sulle rive del lago, rilassante e suggestivo, soggetto di migliaia di scatti da parte dei concorrenti.

Calorosissima anche l’accoglienza a Subiaco, ad opera del Comune, con tanto di speaker che ha annunciato i piloti uno per uno. Ultimo breve tratto attraverso i freschi e ospitali Altipiani di Arcinazzo e poi l’arrivo in una Fiuggi già piena di turisti.

Tra Molise e Puglia si è snodata invece la quarta giornata, con primo arrivo a Ferentino accolti dal Moto Club locale, amministrazione comunale, Proloco e, al centro della piazza, anche dalla Cimatti di Orlando Fusco che ha partecipato alla Mita negli anni ’89, ’90 e ’91. Simpatici gli striscioni di Veroli che, lungo il tragitto, hanno salutato il passaggio dei centauri verso la Valle di Comino, in un percorso attraverso piccoli Comuni come San Biagio Saracinisco dove la rombante carovana di centauri in sella a moto old-style ha fatto affacciare da balconi e finestre molti degli abitanti, incuriositi. Il passaggio attraverso il Molise è stato un susseguirsi senza fine di curve e tornanti, salite e discese, all’ombra di boschi incontaminati e silenziosi che hanno dato ai motociclisti quasi la sensazione di disturbare tutta quella quiete. A Sessano del Molise i concorrenti sono stati quasi travolti da un’accoglienza entusiasta e gustosissima, cosí come più tardi a Jelsi grazie all’accoglienza del moto club

Salutato il Molise, in sella sotto le pale eoliche di Volturara Appula, usciti da un bosco fresco e ombroso, ai Tarantini si è rivelato poi, sorprendente e bellissimo, il giallo arso dal sole della Puglia, con il Gargano e il mare sullo sfondo. Ultimi chilometri di rettilineo tra gli ulivi per raggiungere San Giovanni Rotondo che ha accolto la Milano-Taranto con un’esibizione folkloristica.

Foto ricordo a Sessano del Molise.

7 luglio, giorno cinque, full immersion in Puglia, interrotta solo da un breve salto in Basilicata.

Paesaggi sempre unici e suggestivi: le gialle pianure, arse dal sole, che si alternano, in un saliscendi, con le colline, i rettilinei in stile americano e le salite e poi i paesini da cartolina, arrampicati a dominare i campi. Prima tappa Minervino Murge: arrivo lungo la via principale e ristoro allestito in grande stile dalla Proloco. Secondo arrivo a Oppido Lucano, ecco la Basilicata: per l’accoglienza in Piazza Marconi il sindaco e tutta la giunta. Ben presto si riparte in direzione Gravina di Puglia dove ad accogliere i centauri c’è lo speaker e una piazza agghindata a festa, con tanto di tappeto su cui far passare le moto, opera dell’associazione “Rombo Arcaico”.

Ultima sosta a Bitonto, nella splendida cornice della Piazza Cavour, che aveva già ospitato la Milano-Taranto in passato; breve trasferimento e poi finalmente un po’ di riposo in hotel al traguardo di tappa a Bari.

Sempre affascinante passare in mezzo a trulli.

8 luglio, tappa finale della Milano-Taranto 2017. Dopo un po’ di traffico barese e di trasferimenti, ci si immerge nei paesaggi tipici fatti di strade strette e tortuose, circondate dai caratteristici “muretti a secco” che circondano le coltivazioni di olivi, pulite e ordinate. Pochi chilometri ed è subito festa, a Castellana Grotte, dove ad accogliere i centauri c’è una scultura in paglia a forma di moto e dietro i ricchissimi stand del ristoro organizzato dalla Coldiretti, che si è aggiudicato il primo posto per il “Miglior Ristoro 2017” il tutto coordinato dall’Automotoclub Storico delle Grotte.

Il miglior ristoro 2017 è stato Castellana Grotte!

Chi non c’era mai stato prima o chi aveva il desiderio di tornarci ha avuto la possibilità di visitare le famosissime Grotte di Castellana poi ripartenza per un nuovo pezzo di tracciato in cui i protagonisti sono i famosissimi trulli che, passando per Alberobello, fanno bella mostra di sé ai bordi delle strade.

La seconda fermata è Martina Franca, nota per l’architettura barocca e per il Festival Musicale della Valle d’Itria: un breve giro di avvicinamento e finalmente l’arrivo, ormai storico per la Mita, in Piazza XX Settembre. Controllo orario e si riparte alla volta di un’altra “classica” della Mita: Villa Castelli con il suo Castello, la Torre Antoglia, le masserie e, come da tradizione, tutte le autorità attendono i motociclisti.

Ringraziati per l’accoglienza gli amministratori comunali e il Veteran Club Villa Castelli, ci si raduna, come da programma, per l’ultimo tratto fino al Lungomare Virgilio di Taranto, aiutati dagli appassionati locali che ogni anno scortano la maratona fino alla fine. Questo tratto rievoca quello della storica gara: alla Mita viene riservato come sempre il passaggio sul lungomare con traffico chiuso, fino all’arrivo sotto il Palazzo del Governo sede, come da tradizione, del traguardo. Con partenze cadenzate, i centauri hanno chiesto quindi uno sforzo finale alle loro moto, percorrendo le ultime centinaia di metri.

Arrivo al traguardo finale di Taranto per i concorrenti giapponesi Hideaki Nakahara e Tetsuo Imai.

Al di là del punto di arrivo, oltre ai soliti simpatizzanti, gli iscritti del “Desmoclan Taranto”, con le maglie rosse di ordinanza, e il “Vespa Club Taranto” che ha accolto la Mita con acqua ghiacciata e tanta simpatia. Per tutti è grande la soddisfazione di essere arrivati alla fine di oltre 1.700 chilometri di maratona e si festeggia con brindisi, abbracci, foto ricordo e tanta commozione: l’impresa è stata dura e impegnativa, sarà raccontata per mesi e mesi e rimarrà scolpita nei cuori per ancor più tempo.

FOTO PREMIAZIONI

Premiazioni

CLASSIFICHE FINALI

Classifiche finali

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